I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Parole in cuffia

7 febbraio 2015

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I racconti del lavoro invisibile, segnalazione d’ascolto

di Alessia Rapone

Siete già andati a vedere, ascoltare, partecipare a I racconti del lavoro invisibile, alla Casa internazionale delle donne a Roma? Dal 29 gennaio un percorso multimediale sul lavoro e sul lavoro al femminile per capire come le donne in fabbrica, per esempio, hanno trasformato il modo di lavorare e le richieste degli uomini.

Prossimi appuntamenti, il 12 febbraio con Il lato invisibile della migrazione e il 19 febbraio con Mi piego ma non mi spezzo. Io sarò lì il 19 febbraio dal pomeriggio per ascoltare tutto d’un fiato l’audio documentario “Interim” del mio amico Jonathan Zenti e mettere alla prova tesi e antitesi di un mondo del lavoro che cambia eppure sembra rimanere immobile di fronte alle esigenze più semplici di pari dignità e rispetto, soldi e diritti.

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