I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

La casa internazionale delle donne cambia faccia

20 febbraio 2015

Via della Lungara 19 | via San Francesco di Sales 1/a (Casa internazionale delle donne)

COMUNICATO STAMPA – INVITO

La Casa internazionale delle donne CAMBIA FACCIA 

con

iraccontidellavoroinvisibile_logo_esecutivo_bianco

dal 26 al 28 febbraio 2015 – ore 17.30 – 23

Roma – Via della Lungara 19 e via San Francesco di Sales 1/a

La Casa internazionale delle donne cambia faccia con la video proiezione in 3D mapping sulla facciata interna del cortile, con le installazioni sonore nei suoi spazi più segreti, con la realtà aumentata da rintracciare con smartphones e tablet un po’ ovunque, con le mappe interattive che portano all’interno i gesti del lavoro di cura nello spazio urbano.

Tutto questo è I racconti del lavoro invisibile!

Remixando i filmati storici dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD) e le analisi del femminismo contemporaneo, il progetto I racconti del lavoro invisibile prova a tracciare un nuovo immaginario del lavoro contemporaneo, sempre più femminilizzato, cioè modellato sul modo di lavorare – dentro e fuori casa – delle donne, e su come il mercato del lavoro le ha trattate fin da quando vi hanno fatto ingresso.

Cura, capacità di gestire le relazioni e risolvere problemi, spirito di sacrificio, gratuità, flessibilità, mobilità, multitasking – competenze richieste oggi a tutte le persone in cerca di lavoro – sono storicamente caratteristiche proprie del cosiddetto “lavoro di cura” che le donne hanno sempre fornito – senza retribuzione – nella propria casa e per la propria famiglia. Caratteristiche che hanno portato nel mercato del lavoro, quando hanno cominciato a entrarvi in massa.

Potrete vedere, ascoltare, sperimentare I racconti del lavoro invisibile alla Casa internazionale delle donne di Roma, nella sede del Buon Pastore, in passato luogo di reclusione e rieducazione attraverso lavoro e preghiera delle giovani donne devianti, oggi spazio e bene comune conquistato e gestito dai movimenti femministi.

Vi aspettiamo: giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 febbraio 2015, tra le 17.30 e le 23 con

Lavoratoio : videoproiezione multicanale in 3D mapping sulla facciata del Cortile, frutto del laboratorio audiovisivo coordinato da Antonio Venti e Carlo Antonicelli, con le animazioni di Chiara Mangia e le musiche di Pierfilippo Di Sorte aka F.elipe, Devianza, 677, Total Valium, della Blackwater Label

Pulito invisibile, ovvero “sono passata di qua”. Frammenti sonori : installazione in diversi luoghi (normalmente poco accessibili al pubblico) realizzata dall’audio documentarista Andrea Giuseppini che porta alla luce il lavoro più invisibile di tutti, quello che sta prima e arriva dopo il lavoro degli altri, quello che si nota solo quando non viene fatto…

The wor-K-LD-DS experienced : presentata in incontri live tutti i giorni alle ore 21, nella Sala Simonetta Tosi, è un’opera multimediale e in progress dell’artista Maria Chiara Calvani, mappa dei gesti del lavoro nello spazio pubblico, cui prendono parte le persone incontrate durante i percorsi urbani nei quartieri di Torpignattara, Quadraro, Centocelle, San Basilio, Rebibbia, Garbatella, Primavalle, Nomentana

I racconti del lavoro invisibile : percorso di realtà aumentata composto da piccoli cortometraggi originali realizzati dai/lle partecipanti del laboratorio audiovisivo del progetto, pillole sonore, frammenti di capolavori semisconosciuti dell’AAMOD, accessibili con smartphone e tablet attraverso QR code disseminati nella Casa internazionale delle donne, che resteranno a documentare la natura relazionale, affettiva e poliedrica del lavoro femminilizzato. Il percorso video de I racconti del lavoro invisibile sarà proiettato tutti i giorni sul grande schermo, dalle ore 20.30 alle 23 nella Sala riunioni al piano terra.

- Aperi-cena L’una e l’altra

In occasione de I racconti del lavoro invisibile, il ristorante L’una e l’altra all’interno della Casa internazionale delle donne sarà aperto per l’aperi-cena con cucina bio e a km 0 dalle ore 19 alle 21.30. Prezzo speciale 12 euro!

Il progetto I racconti del lavoro invisibile

I Racconti del lavoro invisibile è un progetto promosso dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), in collaborazione con l’associazione Per, il magazine online Babelmed e la Casa internazionale delle donne di Roma. Il progetto è finanziato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, e fa parte delle iniziative “Roma d’inverno”.

Con questo progetto l’AAMOD intende valorizzare in maniera innovativa le preziose, e perlopiù inedite, fonti storiche cinematografiche del suo immenso archivio, facendole interagire con i percorsi tracciati dagli/lle artisti/e, documentaristi/e e operatori/trici culturali coinvolti/e.

Il progetto ha avuto inizio il 29 gennaio, e si è sostanziato anche

– della collaborazione con le associazioni Asinitas, Assomoldave e Strane Straniere con cui sono state organizzate proiezioni di film dell’AAMOD riservate alle donne immigrate che partecipano alle loro attività, per cogliere il loro sguardo contemporaneo sull’Italia del lavoro di ieri in Visti dalle altre

– in 4 incontri dedicati a Parole e immagini in cui è stata percorsa attraverso film, audio documentari, reportage fotografici, romanzi e saggi, la storia della femminilizzazione del lavoro tra ieri e oggi. Primo appuntamento il 29 gennaio con C’era una volta la fabbrica ; il 5 febbraio, con Volevo i pantaloni; il 12 febbraio con Il lato invisibile della migrazione, il 19 febbraio con Mi piego ma non mi spezzo sulle strategie per far fronte alla crisi occupazionale

– in un laboratorio di teatro-filosofia, realizzato con la metodologia del Teatro dell’Oppresso e facilitato da OIivier Malcor e Teresa Di Martino, trasformatosi nello spettacolo di teatro forum “Contiamoci!” andato in scena il 7 febbraio.

Il sito www.iraccontidellavoroinvisibile.it documenta in tempo reale tutto il percorso creativo, rendendo visibile il lavoro dietro le quinte del progetto, come pure – attraverso uno speciale Focus curato da Teresa Di Martino con Cristiana Scoppa – il percorso di riflessione teorica e ricerca, delle donne e non solo, che oggi offre una prospettiva nuova per guardare alle trasformazioni del mercato del lavoro – e della vita – in corso.

Media partner del progetto sono Babelmed e il lavoro culturale.

Facebook: I racconti del lavoro invisibile

Twitter: #iraccontidellavoroinvisibile

Ufficio stampa e info: Cristiana Scoppa / Per – 339 1488018 – scoppa.cristiana@gmail.com

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