I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Il laboratorio audiovisivo

di / 20 gennaio 2015

Il processo che porterà il lavoro video dalla fase di produzione a quella di esecuzione passerà per la costruzione di un laboratorio audiovisivo, diretto da Antonio Venti e coadiuvato da Carlo Antonicelli, destinato a far incontrare giovani talenti ed artisti coinvolti direttamente nel progetto I racconti del lavoro invisibile.

Il laboratorio è concepito come un luogo di produzione, sul modello della bottega artistica ma anche nella più classica tradizione cinematografica, dove il prodotto finale nasce dalla collaborazione di professionalità e talenti diversi, in cui trasmettere conoscenze e tecniche utili a elaborare e predisporre l’uso del 3D mapping e della realtà aumentata nello spazio Casa internazionale. I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di interagire con i diversi nuclei artistici del progetto, così da porre le basi per un fecondo scambio di esperienze, conoscenze, metodologie e tecniche. L’intento è quello di creare una continuità e una comunicazione continua nel pool artistico e allo stesso tempo avvicinare i/le partecipanti al lavoro vivo degli artisti.

Senza alcuna premeditazione, ma desiderandolo fortemente, si sono iscritti al laboratorio un numero pari di maschi e femmine, ottimo inizio per cercare di costruire insieme un doppio sguardo (di genere) sul lavoro che cambia. Questi i loro nomi:

Benedetta Del Piano

Chiara Dainese 

Daila Assis

Daut Logua

Michele Segatto

Milena Fiore

Robeto Zoffoli

Sabino Colucci

 

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