I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

The wor-K-LD-DS experienced

di / 20 febbraio 2015

The wor-K-LD-DS experienced sarà presentato live alla Casa internazionale delle donne il 26, 27 e 28 febbraio 2015, sempre alle ore 21, nella Sala Simonetta Tosi

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Attraversando a piedi la città, stabilendo i percorsi e definendo i tracciati attraverso i quartieri in cerca delle persone intente nelle loro pratiche lavorative quotidiane, Maria Chiara Calvani ha costruito The wor-K-LD-DS experienced, opera multimediale e in progress, nata all’interno del progetto I racconti del lavoro invisibile che sarà presentata il 26, 27 e 28 febbraio 2014 alla Casa internazionale delle donne di Roma.

“Dopo un tratto di cammino, decido di fermarmi, di avvicinarmi a qualcuno che in quel momento sta lavorando o sta facendo qualcosa che mi colpisce particolarmente”, spiega l’artista. “Inizio a fargli delle domande tecniche relative ai tempi, ai modi con cui si fa e di cui consiste la sua attività lavorativa, mi soffermo sui gesti, perché sono quelli che più svelano la specificità dell’attività; inoltre faccio domande relative alla provenienza della persona con cui ho iniziato questo dialogo e alle esperienze più creative vissute in certe fasi della sua esperienza di lavoro”.

Alla Casa internazionale delle donne, il 26, 27 e 28 febbraio 2015, sempre alle ore 21, The wor-K-LD-Ds experienced, sarà presentato in incontri live con l’artista, le altre persone coinvolte nel progetto e le persone incontrate durante i percorsi urbani nei quartieri di Torpignattara, Quadraro, Centocelle, San Basilio, Rebibbia, Garbatella, Primavalle, Nomentana

– sfogliare l’enciclopedia del sapere esperienziale che Maria Chiara Calvani sta costruendo facendo esperienza diretta della realtà e dei suoi protagonisti: le persone. I dati reperiti attraverso il dialogo tra l’artista e persone che prestano un qualche “lavoro” sono di diversa natura: quantitativa e qualitativa; sono dati tecnici, descrittivi, numerici, temporali, emotivi, riflessivi. L’enciclopedia del sapere esperienziale li organizza e li visualizza tenendo conto delle loro specificità e cercando di generare, in chi legge, nuovi mondi e linguaggi, inediti scenari di realtà, inaspettati legami tra esperienze vicine ma spesso invisibili. Con il contributo di Tommaso Battista, esperto di elaborazione e combinazione scientifica e creativa dei dati, le schede, frutto di una prima elaborazione creativa, suggeriscono agli interlocutori possibili percorsi tra le azioni e i loro significati, i dati e le loro potenziali relazioni;

– vedere il video che documenta il legame esperienziale, nel fare, tra l’artista e le persone incontrate. Alla fine di ogni incontro, l’artista chiede al/la suo/a interlocutore/trice di insegnarle a fare un parte del proprio lavoro. Lei filma la spiegazione, il lavoratore o la lavoratrice filma l’artista che si cimenta con il compito assegnatole. Nel video, questi due momenti trovano una sintesi e insieme raccontano l’invisibile istante in cui l’esperienza viene trasferita;

– navigare la mappa multimediale che raccoglie il backstage dell’esperienza sotto forma di audio, video, materiale fotografico organizzati seguendo le direttrici degli attraversamenti geografici urbani. I viaggi sono documentati fotograficamente o attraverso brevi video, le tappe e le soste fatte durante i percorsi sono posizionate a ridisegnare concettualmente la geografia dello spazio urbano. Una lente d’ingrandimento focalizza i luoghi sensibili in cui è avvenuta l’esperienza dell’incontro con la/le persone. La carta geografica si apre e si trasforma in narrazione complessa, le pieghe della mappa della città diventano strade percorse, i nomi delle strade e dei luoghi diventano edifici e vita vissuta fatta di profumi, odori e dialoghi tra l’artista e un/a altro/a sempre diverso/a.

In questa fase il progetto si è avvalso anche dei contributi di Valentina Frasghini ed Eliana Capiato, entrambe architette, e Mauro Piccinini, storico dell’arte, che hanno partecipato come interlocutori descrivendo le loro pratiche lavorative e le loro attività, documentando inoltre le esperienze attraverso video, foto e testi.

Via della Lungara 10 | Via San Francesco di Sales 1/a (Casa internazionale delle donne)
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