I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Giovanna e le altre

di / 25 febbraio 2015

Gli incontri per Visti dalle altre si svolti nel mese di gennaio presso la Scuola delle donne di Torpignattara, gestita dall’associazione Asinitas.

Fermo immagine Giovanne e le altre

Prima ci si “trova”: si fa un grande cerchio, si stringono le mani, si canta. Poi si imparano i nomi: piccoli giochi semplici, in cui si torna per un attimo all’infanzia, e nel frattempo ci si mette alla prova con pronunce mai sentite prime, con l’abbinamento di nomi e volti, con la vicinanza dei corpi in uno spazio che per alcune “è la prima volta”, mentre altre ci si muovono già a proprio agio.

Per imparare la lingua italiana, la Scuola delle donne di Asinitas a Torpignattara usa le storie. Le storie personali, innanzitutto: in cui il rapporto tra insegnante e allieva si livella rapidamente, nella curiosità reciproca e nella condivisione, e insieme si cementa il rispetto profondo che nasce dalla conoscenza e dalla fiducia. E dentro queste storie Valentina e Alessandra, le insegnanti, rintracciano le parole nuove, le forme dei verbi, la sintassi e la grammatica, la fonetica e i modi di dire. La lingua viva insomma.

È stato in questa scuola che il progetto I racconti del lavoro invisibile ha portato la storia cinemtografica di Giovanna, operaia tessile che con le sue compagne occupa – all’inizio degli anni Cinquanta – la sua fabbrica, per lottare contro il tentativo di licenziare 20 operaie su 100. Una storia vera, magistralmente trasformata in fiction da Gillo Pontecorvo, precursore delle docu-fiction o docu-reality che oggi segnano una nuova frontiera della narrazione di realtà.

Con delicatezza e discrezione, per non rompere il magico incanto di un luogo “dove vengo per me, per sentirmi mia”, libera di dire finalmente quanto passa per la mente e per il cuore nel difficile percorso di avvicinamento a un paese, a una città, a un quartiere nuovo, al di là delle posture consolidate dell’essere “moglie e mamma”, la macchina fotografica e il microfono piumato montato su una lunga asta hanno catturato voci e istantanee della discussione seguita alla proiezione, delle esercitazioni linguistiche, dei momenti distesi dal canto e dalle risate.

Questo cortometraggio, realizzato all’interno del laboratorio audiovisivo de I racconti del lavoro invisibile e frutto del lavoro di Milena Fiore, Benedetta Del Piano, Chiara Dainese, Daut Logua, coordinati da Carlo Antonicelli, cerca di restituire la magia che si respira nella Scuola di italiano di Asinitas quando vi arriva la memoria del lavoro conservata all’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.

 

  • condividi:

Comments