I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

27ora – Corriere della sera

27 febbraio 2015

27 ora Corriere della sera

«Lavori invisibili» dentro e fuori casa

Così è cambiato il mercato del lavoro

di Paola Zucchi

Ce l’ha detto l’Ocse, e lo abbiamo racconto: tra lavoro dentro e fuori casa, in Italia le donne battono gli uomini di 11 ore alla settimana. Questo perché dalle donne che lavorano fuori casa ci si aspetta che non trascurino le incombenze domestiche, la cura dei familiari, e agli uomini non viene richiesto di condividere questo ruolo. Il mercato del lavoro non ci ha messo molto a sfruttare a proprio favore questo concetto di lavoro non retribuito.

Nella maggior parte dei (non pochi) colloqui che ho fatto mi è stato specificato che l’orario effettivo non era quello riportato dal contratto: «C’è scritto dalle 10 alle 18 ma finché il lavoro non è finito qui nessuno va a casa» «Sai com’è nella consulenza, non ci sono orari e se c’è da rispettare una consegna il weekend si passa in ufficio». Vale per maschi e femmine, stagisti e manager, con la differenza che qualcuno a casa troverà la cena pronta e i figli che aspettano solo il bacio della buonanotte, alcuni riceveranno un compenso più elevato e non perché più esperti. Ho sentito dire che ad alcuni vengono anche pagati gli straordinari, una leggenda riportata su tutti i libri di Diritto del lavoro.

Senza contare che non bisogna più essere dei freelance per portarsi il lavoro a casa, rendendo sempre più arduo il raggiungimento del proprio work-life balance. Inutile dilungarsi sui già ampiamente dibattuti stage e tirocini: hai già fatto triennale, specialistica, parli tre lingue e hai già esperienze di lavoro? Lascia che ti formiamo ancora un po’.

Chi non si sottomette a queste logiche entrerà nel vortice dei contratti precari e non verrà riconfermato per un periodo ulteriore, con un effetto domino sulla vita personale mentre «io alla tua età lavoravo e avevo già un figlio».

Morale? «Ti pago 350€ al mese e ti chiedo di stare in ufficio fino a sera, perché dovresti accettare questo stage?» Perché l’offerta è la stessa ovunque.
Fin qui la mia esperienza di lavori invisibili che a Roma sono diventati argomento di ricerca, studio e messa in scena attraverso materiali di archivio e nuove produzioni. I racconti del lavoro invisibile sono un percorso di riflessione teorica e ricerca, delle donne e non solo, che guarda da diverse prospettive cosa è avvenuto  nelle trasformazioni del mercato del lavoro (e della vita).

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