I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Grazie!

di / 1 marzo 2015

Crepuscolo 1

Ed è stato “bit e battiti”, come aveva intuito il promo realizzato con frammenti di film dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, AAMOD.

Se i bit erano quelli della musica che pompava le emozioni, i battiti erano senz’altro quelli dei nostri cuori, felici.

Grazie a tutti/e coloro che sono venuti/e a fare esperienza de I racconti del lavoro invisibile, che si sono lasciati avvolgere dai tanti modi di raccontare il lavoro delle donne e insieme il lavoro che si va femminilizzando per tutti/e.

Grazie a tutti/e coloro che hanno reso possibili I racconti del lavoro invisibile, donandoci molto di più che il loro lavoro invisibile, che pure è stato cospicuo.

E grazie a coloro che hanno creduto nelle potenzialità della relazione tra fonti audiovisive storiche, analisi del femminismo contemporaneo, nuove tecnologie e approcci diversi alla narrazione del reale, sostenendo finanziariamente il progetto, cioè l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.

Siamo felici che tante persone che non avevano mai messo piede nella Casa internazionale delle donne, abbiano potuto scoprire questo luogo speciale insieme a I racconti del lavoro invisibile, e scoprire l’AAMOD e il suo straordinario patrimonio audiovisivo, in cui abbiamo avuto il piacere di scavare guidati da persone appassionate e in piena libertà.

In attesa del video che rievoca la serata finale, qualche altro scatto realizzato venerdì 27 febbraio da Benedetta Del Piano.

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