I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Giovanna di Gillo Pontecorvo

di / 21 gennaio 2015

Questo articolo si riferisce alla proiezione del 29 Gennaio 2015 “C’era una volta la fabbrica”

Giovanna

Il film, ispirato a una storia vera, racconta la lotta per difendere il posto di lavoro in una fabbrica tessile agli inizi degli anni Cinquanta. Contro il licenziamento di 20 operaie, tutte le 100 donne che lavorano nella fabbrica si mobilitano, e decidono di occupare la fabbrica. Non tutti i mariti sono solidali. Non il marito di Giovanna, che decide nonostante la sua opposizione di restare accanto alle sue compagne. Le strategie del padrone per fiaccarle sono diverse, ma questo momento di lotta diventa per tutte un’occasione per affermare la propria autonomia di donne.

Questo è forse uno dei primi “docu-reality” o “docu-fiction” come si direbbe oggi. Nel senso che vi recitano alcune delle stesse operaie che parteciparono all’occupazione della fabbrica. E forse e questo che dà al film un tono davvero speciale, un’emozione che si coagula intensa nel fermo immagine sullo sguardo di Armida, madre vedova di 3 figli, che alla fine – unica – lascia l’occupazione. In lacrime. In quest’opera giovanile si annuncia dunque il talento visionario di Pontecorvo, che i film successivi avrebbero consacrato nella storia del cinema mondiale.

Giovanna, 1955 – Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico 

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