I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Comunicato stampa

31 dicembre 2014

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Cominciano il 29 gennaio, alla Casa internazionale delle donne, I racconti del lavoro invisibile, percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro come paradigma che ha trasformato il modo di lavorare, le richieste – o le pretese? – del mercato del lavoro per tutti/e, in questi tempi precari.

Perché cura, capacità di gestire le relazioni e risolvere problemi, spirito di sacrificio, gratuità, flessibilità, mobilità, competenze molteplici e diversificate – il cosiddetto multitasking – sono state, prima ancora che caratteristiche delle persone ricercate oggi negli annunci di lavoro, sia uomini che donne, caratteristiche del cosiddetto “lavoro di cura” che le donne hanno sempre realizzato – senza retribuzione – nella propria casa e per la propria famiglia. E che hanno portato nel mercato del lavoro, quando hanno cominciato a entrarvi in massa.

I Racconti del lavoro invisibile è un progetto promosso dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), in collaborazione con l’associazione Per, il magazine online Babelmed dedicato alle culture del Mediterraneo e la Casa internazionale delle donne di Roma. Il progetto è finanziato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, e fa parte delle iniziative “Roma d’inverno”.

Attraverso 4 incontri dedicati a Parole e immagini il progetto percorrerà la storia della femminilizzazione del lavoro tra ieri e oggi. Primo appuntamento il 29 gennaio alle ore 17.30 con C’era una volta la fabbrica; si prosegue il 5 febbraio, stessa ora, con Volevo i pantaloni; il 12 febbraio si racconta Il lato invisibile della migrazione, per finire il 19 febbraio  con Mi piego ma non mi spezzo Ogni appuntamento permetterà di apprezzare uno o più film dell’AAMOD e un film documentario o un audio documentario di produzione recente, mentre le parole saranno affidate ad autori e autrici di romanzi, saggi e reportage giornalistici che hanno contribuito a svelare la trasformazione del mondo del lavoro da quando le donne vi hanno fatto ingresso.

Nel frattempo, intrecciando i percorsi tracciati

– dall’artista Maria Chiara Calvani, che percorre la città raccogliendo, registrando e mappando i gesti del lavoro di cura, fuori dai luoghi domestici

– dell’audio documentarista Andrea Giuseppini, che rintraccia le voci e i suoni del lavoro invisibile nei luoghi che frequentiamo, primo fra tutti la stessa Casa internazionale delle donne

– dai/lle partecipanti del laboratorio teatrale, che sarà guidato da Olivier Malcor Teresa Di Martino, che si svolgerà presso la Casa internazionale delle donne sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, per poi allestire uno spettacolo di teatro-forum il 7 febbraio, alle ore 21

– dalle associazioni AsinitasAssomoldave Strane Straniere con cui saranno organizzate delle proiezioni di film dell’AAMOD riservate alle donne che partecipano alle loro attività, per cogliere il loro sguardo contemporaneo sull’Italia del lavoro di ieri

– dai/lle partecipanti al laboratorio audiovisivo curato da Antonio Venti e Carlo Antonicelli, in collaborazione con l’AAMOD

i Racconti del Lavoro invisibile cercheranno di costruire un nuovo immaginario della femminilizzazione del lavoro, che prenderà vita da giovedì 26, a sabato 28 febbraio 2015.

I vari percorsi artistici trovano infatto sintesi nel corso di questi 3 giorni negli spazi della Casa internazionale delle donne, sempre dalle 17.30 alle 23, dove si potrà sperimentare il frutto del laboratorio audio visivo curato da Antonio Venti e Carlo Antonicelli attraverso l’installazione in 3D mapping Lavoratoio che animerà il cortile interno, e un percorso di realtà aumentata accessibile attraverso QR code in cui prenderà vita lo straordinario patrimonio cinematografico dell’AAMOD.

Contemporaneamente, nelle celle di questo ex convento, aperte per l’occasione, ci si potrà immergere nei suoni del lavoro invisibile raccolti dall’audio documentarista Andrea Giuseppini nelle installazioni sonore Pulito invisibile, mentre ogni sera alle 21 si potrà assistere alla presentazione di Wor-K-LD-DS experienced dell’artista Maria Chiara Calvani, esplorazione di gesti di cura, mondi e parole del lavoro che si dipana nella città, frutto di una percorso di arte relazionale nello spazio pubblico.

Tutto il progetto nel suo farsi è raccontato in tempo reale su www.iraccontidellavoroinvisibile.it anche grazie alla collaborazione con la redazione di Babelmed, magazine dedicato alle culture del Mediterraneo, e sui social.

Ufficio stampa

Cristiana Scoppa / Per – 339 1488018 – scoppa.cristiana@gmail.com

Aurora Palandrani / AAMOD – 06 5742872 – palandrani@aamod.it

 

 

 

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