I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Dal Profondo

di / 25 gennaio 2015

Questo film verrà proiettato alla Casa internazionale delle donne in occasione di Parole e immagini – Volevo i pantaloni, il 05/02/2015

Dal profondo

Dal Profondo ribalta le nostre prospettive mostrando come 500metri sotto il livello del mare si nasconda la vita. Un lavoro secolare che è orgoglio, maledizione. Chilometri di gallerie. Buio. Uomini neri. Una donna. Patrizia, unica minatrice in Italia dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. 150 minatori e 1 minatrice, gli ultimi, pronti a dare guerra al mondo “di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente.

“Ricordavo un film di De Seta sui minatori: la compostezza di questi uomini, la fierezza, la dignità. Ma volevo le donne”, racconta la regista Valentina Zucco Pedicini. “Sapevo che c’erano state e che mai nessuno ne aveva raccontato i dolori, come se morire all’aria aperta accanto ai propri mariti valesse meno di morire schiacciate da macchinari difettosi…lì, al buio.
Così è nato Dal Profondo. Dall’istinto, dalla curiosità, dalla potenza visiva dei luoghi, dalla volontà di raccontare, come nei miei lavori precedenti, un aspetto del mondo femminile.

Patrizia unica donna tra 150 uomini, la protagonista è stata la sorpresa più grande; era tutto quello che cercavo racchiuso in due occhi azzurri e in una vicenda personale e familiare capace di assurgere a modello della storia mineraria declinata al femminile. Scendere con lei, anche solo una volta, in miniera, ha determinato lo stile del film. Un film ambientato sottoterra, al buio, dove la natura ostile ha costretto i protagonisti e la troupe a nuove forme di adattamento, siano esse lavorative e fisiche, siano espressive e filmiche”.

Valentina Zucco Pedicini è nata a Brindisi nel 1978. All’età di 18 anni si trasferisce a Roma dove si dedica agli studi di Filologia e Linguistica italiana. Frequenta poi la Scuola Internazionale di Documentario Zelig, dove si diploma con il massimo dei voti in Regia. I suoi documentari sono selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali.

  • condividi:

Comments