I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Mi piego ma non mi spezzo

Casa internazionale delle donne - Sala Carla Lonzi | Via della Lungara 19 - Roma

19 febbraio 2015
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Via della Lungara 19 - Roma (Casa internazionale delle donne - Sala Carla Lonzi)

Sempre più precario, a tempo indeterminato, free lance, autogestito e autoprodotto. Sempre più ricattabile, flessibile, sfruttato. A volte semplicemente gratuito. Imprigionato nel dramma del caporalato o mascherato dall’efficienza delle agenzie interinali.E insieme sempre più confuso con i tempi di vita, isolato e per questo sempre meno sindacalizzato.  Eppure, le donne non si lasciano ricacciare a fare – solo – le casalinghe, soprattutto quando hanno anni di formazione alle spalle. Intanto, il lavoro è cambiato per tutte tutti, anche per gli uomini. E sta cercando un nuovo futuro, nel quale potrebbe essere protagonista il Quinto Stato.

 

17.30  Introduzione e ascolto dell’audio documentario Interim di Jonathan Zenti / Suoni quotidiani

18.15 Domande a risposte con Nathalie Galesne, direttrice di Babelmed, a partire dal libro  La scatola rossa di Florence Aubenas (Piemme, 2012) e con Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, autori del saggio Il Quinto Stato (Ponte alle Grazie,2013)

19.30 Proiezione del documentario Sole di Mariangela Barbanente (GA&A Productions, Planète, 2000 – AAMOD)

Coordinano l’incontro Aurora Palandrani, AAMOD, e Cristiana Scoppa, associazione Per

 

Dove: Casa internazionale delle donne – Sala Carla Lonzi

Info: 0668401720/1

 

 

 

 

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