I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Vedove bianche

di / 8 febbraio 2015

Vedove bianche sarà proiettato il 12 febbraio 2015 alle 17.30 alla Casa internazionale delle donne nell’ambito di Parole e immagini – Il lato invisibile della migrazione

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Viaggio della memoria nell’emigrazione italiana tra le due guerre. A ricordare è un’anziana “vedova bianca”, che racconta di quando – lei ancora giovane – il marito partì per l’Argentina lasciandola con cinque figli. Da allora non ne ha saputo più niente. Nelle città del Sud, a causa l’emigrazione, si è formato un tipo nuovo di famiglia: la famiglia dimezzata. I mariti tornano soltanto una o due volte l’anno. Le vecchie fabbriche artigianali e le campagne del Meridione sono state abbandonate. Nelle famiglie resta il disagio di questa mancanza continua dei padri, costretti dalla miseria ad emigrare.

Un’Italia, quella dell’emigrazione di massa, di cui Vedove bianche, cortometraggio di Riccardo Napolitano, del 1968, prodotto dalla Nexus Film e conservato presso l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD) ci riporta le immagini e il volto invisibile, nascosto dietro quell’esodo maschile. Un’Italia che oggi, che pure si torna a emigrare, sembra lontanissima.

Via della Lungara 19 - Roma (Casa internazionale delle donne - Sala Carla Lonzi)
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