I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Cinemaitaliano.info

30 gennaio 2015

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È iniziato ieri, 29 gennaio, alla Casa internazionale delle donne, I racconti del lavoro invisibile, percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro come paradigma che ha trasformato il modo di lavorare, le richieste – o le pretese? – del mercato del lavoro per tutti/e, in questi tempi precari.

Perché cura, capacità di gestire le relazioni e risolvere problemi, spirito di sacrificio, gratuità, flessibilità, mobilità, competenze molteplici e diversificate – il cosiddetto multitasking – sono state, prima ancora che caratteristiche delle persone ricercate oggi negli annunci di lavoro, sia uomini che donne, caratteristiche del cosiddetto “lavoro di cura” che le donne hanno sempre realizzato – senza retribuzione – nella propria casa e per la propria famiglia. E che hanno portato nel mercato del lavoro, quando hanno cominciato a entrarvi in massa.

I Racconti del lavoro invisibile è un progetto promosso dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), in collaborazione con l’associazione Per, il magazine online Babelmed dedicato alle culture del Mediterraneo e la Casa internazionale delle donne di Roma. Il progetto è finanziato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, e fa parte delle iniziative “Roma d’inverno”.

Attraverso 4 incontri dedicati a Parole e immagini il progetto percorrerà la storia della femminilizzazione del lavoro tra ieri e oggi. Primo appuntamento ieri con C’era una volta la fabbrica; si prosegue il 5 febbraio, stessa ora, con Volevo i pantaloni; il 12 febbraio si racconta Il lato invisibile della migrazione, per finire il 19 febbraio con Mi piego ma non mi spezzo.

I Racconti del Lavoro invisibile cercheranno di costruire un nuovo immaginario della femminilizzazione del lavoro, che prenderà vita nel week end del 26, 27 e 28 febbraio 2015 in una installazione multimediale all’interno della Casa internazionale delle donne.

Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 febbraio le pareti del cortile saranno animate dalle 17.30 alle 23 da una proiezione in 3D mapping che remixa audiovisivi conservati presso l’AAMOD e nuovi percorsi audiovisivi, per raccontare la trasformazione del lavoro dal punto di vista delle donne. Una serie di QR codes disseminati nei diversi ambienti della Casa, permetteranno inoltre di accedere ad altri Racconti del lavoro invisibile attraverso smartphone e tablet, mentre tre installazioni sonore nelle celle permetteranno una suggestiva immersione nel lato nascosto del lavoro.

30/01/2015, 09:24

 

Link: http://www.cinemaitaliano.info/news/28037/i-racconti-del-lavoro-invisibile-a-roma.html

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