I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Contiamoci! La photo gallery

di / 7 febbraio 2015

Lo spettacolo Contiamoci!, frutto del laboratorio di teatro dell’oppresso condotto da Olivier Malcor e Teresa Di Martino , è andato in scena il 7 febbraio alla Casa internazionale delle donne

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Frutto del laboratorio condotto da Olivier Malcor e Teresa Di Martino, è andato in scena il 7 febbraio “Contiamoci!”, spettacolo di teatro forum che ha coinvolto il pubblico nel tentativo di risolvere tre diverse situazioni di sfruttamento e lavoro invisibile, piuttosto frequenti (almeno a giudicare dalle mani alzate in sala, alla domanda: s chi è successo qualcosa di simile?).

Fonte di ogni sventura è il “sindaco di tutti” Pompolotti, che campeggia sui manifesti, e che non esita ad assoldare (senza soldi) una neo-leureata, a finanziare un progetto “per le periferie” tagliando il budget della metà ed esponendo l’associazione che lo ha presentato a brutali conflitti interni, sulla pelle di una giovane collaboratrice cinese in attesa di contratto per rinnovare il proprio permesso di soggiorno, e a negare il pasto agli operatori che accompagnano i ragazzi disabili a mensa per far quadrare i conti. Perché dopotutto, come continua a ripetere: “Je suis periferì!”.

Togliere d’impaccio la giovane neo-laureata è molto difficile, e gli interventi dal pubblico si susseguono, ma con scarsi risultati. Decisamente contrastato invece l’auto-proclamato (e prepotente) presidente dell’associazione, in nome di una più equa divisione, anche di genere, degli incarichi e dei tagli, con la proposta di contratti di solidarietà piuttosto che della semplice “eliminazione di una risorsa umana”.

Il tempo non basta invece per cercare una soluzione alla catena de-responsabilizzata di tagli che lascia senza pranzo gli operatori sociali delle mense. La discussione continua fuori dalla sala, a lungo.

Unico punto fermo: in un’epoca di divisioni e competizione, contro lo sfruttamento e l’auto-sfruttamento, si resiste facendo rete. L’unione, come recita il proverbio, fa la ancora la forza.

Le fotografie che raccontano i momenti salienti dello spettacolo sono di Mauro Giovanni Piccinini e Valentina Frasghini.

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Via San Francesco di Sales 1/a (Casa internazionale delle donne)
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