I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Audiovisivo

Non c’è realtà più complessa e stratificata da raccontare, che non sia il lavoro. Gettarvi lo sguardo o azzardare un’analisi non superficiale significa affrontare contraddizioni e problemi che riguardano la vita di ogni singola persona e di tutta la società insieme. Esplorare il mondo della produzione e della riproduzione sociale vuol dire interrogare la struttura profonda della nostra società, il suo funzionamento simultaneamente intimo e macro-economico.

Allo stesso modo mai come oggi il lavoro è fattore determinante per comprendere la storia e l’identità di ogni singola persona: il tempo di lavoro e il tempo di vita sono così sovrapponibili da essere indistinguibili. Paradigmatitco in tal senso è il lavoro di cura, appaltato storicamente alle donne, che ha completamente ribaltato la simbolica economica e sociale su cui si fondava una società che vedeva nella fabbrica il centro principale della produzione di ricchezza. Tuttavia, il nostro Paese non ha ancora fatto pienamente i conti con un mondo completamente sconvolto dalla de-industrializzazione.

Il lavoro femminile e femminilizzato, che non detiene la forza immaginifica dell’operaio, che è difficile anche solo da rappresentare per immagini, rimane ancora e per lo più invisibile agli occhi della società. E proprio per questo è il meno conosciuto, rispettato, remunerato e tutelato. Eppure, come sottolinea Cristina Morini, il mondo del lavoro contemporaneo “[…] ha puntato, in termini generali, ad appropriarsi della polivalenza, della multiattività e della qualità del lavoro femminile, sfruttando, con ciò, un portato esperienziale delle donne che deriva dalle loro attività realizzate storicamente nella sfera del lavoro riproduttivo, del lavoro domestico”.

Rielaborando i materiali dell’archivio AAMOD con nuovi contenuti raccolti dal team del Laboratorio audiovisuale, I racconti del lavoro inviabile prenderanno forma all’interno della Casa internazionale delle donne attraverso una installazione in 3D mapping su una delle facciate del cortile e attraverso una serie di QR code disseminati nei suoi spazi che permetteranno di sperimentare la realtà aumentata attraverso si propri smartphone e tablet.

La manifestazione si svolgerà il 26, 27 e 28 febbraio 2015, dalle ore 17.30 alle 23. 

3D mapping e realtà aumentata

Antonio Venti e Carlo Antonicelli insieme a un gruppo di giovani videomaker utilizzeranno il video, dentro e oltre il documentarismo, attraversando la ricerca di nuove storie, in un raffronto più stretto con l’archivio dell’AAMOD. L’obiettivo è far risaltare contingenze e differenze tra il passato e il presente della condizione esistenziale femminile, a partire dal lavoro. Nella loro ricerca di storie essi si relazioneranno con due network di donne immigrate, Assomoldave e Strane Straniere, attraverso la collaborazione con le giornaliste Federica Araco e Cristiana Scoppa di Babelmed.

Gli strumenti audiovisivi serviranno anche per attraversare ed esplorare le storie comprese negli altri nuclei artistici, con cui Carlo Antonicelli e Antonio Venti interagiranno più costantemente per orchestrare l’implementazione e l’esecuzione di due tecnologie innovative per la fruizione dell’esperienza artistica e culturale, il 3D mapping e la realtà aumentata.

Il processo che porterà il lavoro video dalla fase di produzione a quella di esecuzione passerà per la costruzione di un laboratorio, diretto da Antonio Venti e coadiuvato da Carlo Antonicelli, destinato a far incontrare giovani talenti ed artisti coinvolti direttamente nel progetto I racconti del lavoro invisibile.

Il laboratorio sarà esso stesso un luogo di produzione in cui trasmettere conoscenze e tecniche utili a elaborare e predisporre l’uso del 3D mapping e della realtà aumentata nello spazio Casa internazionale.