I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Carlo Antonicelli | Project manager, realizza riprese e montaggio video ed è assistente di Antonio Venti nel laboratorio di formazione audiovisiva

Carlo Antonicelli

Da piccolo sognavo di fare l’archeologo. Mi piaceva capire cosa c’era sotto le cose. Poi ho capito che volevo solo raccontare storie. Da allora realizzo video, cortometraggi e documentari. Sono nato e cresciuto in Puglia e sono arrivato a Roma per studiare. Qui ho avuto la fortuna di incontrare Roberto Sardelli, una di quelle persone che ti fa cambiare il modo di guardare e attraversare il mondo. Mi sono formato nel campo della arti performative con il Teatro dell’Oppresso portando in scena alcuni spettacoli come co-autore e attore (La Spremutina Africana, sulle violenze ai danni degli immigrati a Rosarno, Capitale Umano, sul precariato). Ho partecipato alla mise en espace di Sette Bambine Ebree di Caryl Churchill al Teatro Valle sotto la direzione di Marta Gilmore e al workshop dei Motus, Mucchio Misto nel dicembre 2012. Ho collaborato alla creazione del laboratorio cittadino Co.Co.Me.Ro insieme a Lorenzo Romito (Stalker/ON) e Davide Franceschini.