I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Cristiana Scoppa | Cura il coordinamento delle attività e la comunicazione

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Tutto è cominciato progettando un itinerario turistico dal titolo “Le donne a Roma” per il tour operator di famiglia, Archaeology Travel Service, dall’antichità ai giorni nostri. Ho incrociato il femminismo incarnato di donne che vivono intorno a me e di cui non sapevo nulla… però con le discriminazioni ci avevo dei conti personali aperti. Mi è sembrata una prospettiva sulla realtà che finalmente chiariva le cose che sentivo, feconda per tutti/e. Sono approdata nella redazione di noidonne dove negli anni Novanta ho cambiato mestiere, diventando giornalista. Dal giornale  alla mobilitazione sul campo con AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo (per 12 anni!) e ora con Grandmother Project. Tutte le mie esperienze lavorative sono state cariche di “lavoro invisibile”, che è sempre stato in qualche modo compensato in passione, apprendimento, piacere. Nel 2013 – in piena disoccupazione e campagna elettorale per il sindaco di Roma – incontro il gruppo del Co.Co.Me.Ro. che quando propongo di mettere la doppia desinenza a “cittadini/e” anziché sbuffare come succede quasi sempre, mi dicono: “Ma che buona idea!”. Così inizia l’avventura che mi ha portato a dar vita all’associazione culturale Per e a sperimentare il co-working. Oggi collaboro anche con il magazine online Babelmed.