I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Maria Chiara Calvani | Lavora sulle pratiche artistiche relazionali nello spazio pubblico

Maria Chiara Calvani

Artista visiva, lavoro principalmente con le installazioni e con il video. Alla base della mia ricerca c’è l’esplorazione della dimensione narrativa proveniente dalle persone che coinvolgo nei miei progetti quali depositarie e portatrici di storie, memorie e vissuti. Sono interessata agli aspetti che caratterizzano il coordinamento di un processo e le dinamiche relazionali che si stabiliscono tra gli elementi di un gruppo; all’elaborazione creativa dei contenuti che emergono da questi processi, prestando particolare attenzione al silenzio, alla pausa, al momento di confronto con l’altro. Negli ultimi tempi mi sono concentrata sulle forme di ritualità nelle diverse culture, sugli elementi comuni che si trovano nei riti alla radice dei culti dei diversi popoli attraverso lo studio di aspetti legati al folklore popolare (fiabe leggende, filastrocche, usi e costumi e aspetti legati all’artigianato) e su ciò che resta di questo immaginario nei comportamenti e nei riti attuali dei gruppi sociali. Sono particolarmente attenta all’elaborazione creativa di questi ultimi attraverso diverse pratiche artistiche contemporanee che di volta in volta danno forma alle mie opere.

Vivo e lavoro a Roma, presso Officinelibetta, COWorking area che ho contribuito a fondare.