I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Nathalie Galesne | Coordina il lavoro editoriale

Nathalie Galesne

Dopo essermi laureata a Paris VII con una tesi su Marguerite Duras sono sbarcata a Firenze per iniziare un dottorato sul rapporto fra letteratura e psicanalisi. Alla fine non ho finito il dottorato, sono andata a vivere a Roma dove ho cominciato la folle avventura di mettere al mondo ed educare tre figli lavorando. Dopo un paio di contratti in Rai, collaborazioni con varie testate, e tante ‘sole’ romane, ho creato 14 anni fa la rivista on line babelmed.net sulle culture e le società del Mediterraneo. Collaboro inoltre come giornalista al magazine franco-magrebino Le Courrier de l’Atlas e alla rivista Gibraltar. Ho scritto varie pubblicazioni, fra cui nel 2002, Syrie, éclats d’un mythe (ed. Actes Sud), e curato, nel 2009, una ricerca sulla produzione di documentari nei paesi arabi, Telling and broadcasting mediterranean stories, a study on documentary film (ed. Rai Zone). Oltre alla mia militanza e passione per la diversità culturale, insegno il francese da più di 20 anni alla facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo con uno statuto bastardo che mi ha spinto, insieme ad altri colleghi, a lanciarmi in un ricorso in giustizia contro l’Università di Siena, un vero lavoro invisibile per fare riconoscere il proprio lavoro che dura da più di 10 anni.