I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Olivier Malcor | Conduce il laboratorio di Teatro dell’Oppresso insieme a Teresa Di Martino

Olivier Malcor

Mi sono laureato con una tesi di filosofia sul teatro invisibile delle relazioni umane alla Sorbonne (2002) e ho poi studiato il Teatro Dell’oppresso e il Teatro di Strada in America Latina e Stati Uniti (1999-2003). L’ho praticato per diversi anni a Marsiglia in Francia (2003-2005) e in Africa (2005-2007) per affrontare la violenza maschile sulle donne e i bambini. Ora vivo a Roma dove utilizzo il Teatro dell’Oppresso in diversi ambiti, particolarmente nella lotta per i diritti dei rifugiati, delle donne e dei lavoratori. Collaboro con diverse scuole e università, ospedali e carceri, associazioni e organizzazioni non governative.