I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Promotori

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Il progetto I racconti del lavoro invisibile è co-ordinato dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, in collaborazione con l’associazione culturale Per, la rivista Babelmed.net dedicata alle culture del Mediterraneo, la Casa internazionale delle donne e in collaborazione con tre associazioni che danno voce alle donne straniere residenti in Italia: Asinitas, Assomoldave e Strane Straniere.

Il progetto è finanziato da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura attraverso il Bando “Roma Creativa: l’offerta creativa per i nuovi pubblici”, ed è parte del programma “Roma d’inverno”.

Tutte le attività aperte al pubblico si svolgono alla Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19 – Roma.

 

AAMOD, l'Ape Rossa

AAMOD – Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico

L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico detiene un patrimonio di memoria filmica, audiovisiva, che data dagli inizi del Novecento – immagini di donne contadine con bambini, girate nella nostra regione in pieno fascismo da operatori sovietici in Italia – sino ai giorni nostri. Racconti di cinema soprattutto documentario, ancora in gran parte inediti, realizzati da autori e autrici molto noti del cinema italiano e non solo: Zavattini, Di Gianni, Lizzani, Scola, Taviani, Maselli, Vicari, Segre, Mangini, Tcherkoff, Polizzi, Giannarelli, Marazzi, Savorelli, Miscuglio, tra i più importanti.

Un cinema in parte d’avanguardia, che aveva come modelli, tra gli altri, le avanguardie russe del Novecento. Materiali d’archivio vivi, insuperati ancora nei linguaggi filmici sperimentati, tra cui quelli realizzati dalle pochissime donne del cinema documentario italiano del Nocvecento, ma fondamentali per costruire attraverso il loro sguardo una storia delle narrazioni cinematografiche femminili dal secondo dopoguerra in poi in Italia – Cecilia Mangini, l’italo-argentina Rosalia Polizzi, Annabella Miscuglio, Alina Marazzi, Silvia Savorelli, Costanza Quatriglio.
La Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nata alla fine degli anni Settanta, svolge la sua attività nel campo degli audiovisivi (cinema, tv, multimedialità), per favorire la costruzione di una memoria collettiva dei movimenti sociali e dei loro protagonisti. Primo presidente della Fondazione è stato Cesare Zavattini che ha ricoperto il ruolo fino alla sua morte nel 1989.

La Fondazione è da sempre impegnata nella ricerca, raccolta, conservazione di documenti audiovisivi storici, di repertorio, di attualità, di ricostruzione narrativa, e nella promozione della loro conoscenza, studio, analisi ed elaborazione. Organizza ricerche e studi, convegni, seminari, rassegne e mostre su temi riguardanti la storia e la società, e cura pubblicazioni specializzate.

www.aamod.it

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Asinitas

L’associazione Asinitas Onlus si occupa di educazione e di intervento sociale, con le finalità di promuovere attività rivolte alla cura, all’educazione-formazione, all’accoglienza e alla testimonianza di persone minori e adulte, italiane e straniere. In particolare promuove percorsi di autonomia volti all’inserimento sociale di soggetti prodotti e/o percepiti dalla società come non-uguali, rafforzando la loro presenza sociale secondo i principi e i metodi dell’educazione attiva, della cura centrata sulla persona, della narrazione e della raccolta di biografie e testimonianze.

Asinitas è costituita da un gruppo di lavoro interdisciplinare che ha individuato al proprio interno quattro principali aree di intervento: l’area educativa, la raccolta delle storie, l’ area di sostegno e promozione alla formazione “professionale” e introduzione al mondo lavorativo e l’area psico-sociale.

Asinitas coordina a Roma diverse scuole di italiano L2 per donne e madri straniere, rifugiati/e, richiedenti asilo e migranti, laboratori manuali espressivi per bambini/e, uno spazio d’ascolto per donne e famiglie italiane e straniere, laboratori informatici, laboratori teatrali, percorsi di orientamento socio-sanitario, culturale, formativo e professionale, corsi di formazione per insegnanti, operatori/trici ed educatori/trici.

Asinitas è fortemente radicata nei territori in cui opera ed è attiva nella produzione, raccolta e diffusione di inchieste radiofoniche, giornalistiche e fotografiche, video-documentari, spettacoli teatrali e musicali, mostre, libri, giornali, riviste, necessari tanto alla promozione culturale di pratiche e riflessioni sulla cura, l’educazione-formazione, l’accoglienza e la testimonianza, quanto alla promozione di una nuova cultura della convivenza e allo sviluppo di un senso critico più consapevole rispetto ai temi delle migrazioni e delle trasformazioni sociali e culturali che attraversano l’Italia.

Assomoldave

Assomoldave

Assomoldave è una associazione di donne moldave. L’associazione si impegna tramite sms, email, blog a tener informate/i moldave/i e non solo sulle novità riguardanti le normative, il lavoro, le feste, la legge, i corsi di formazione. Inoltre l’associazione sostiene a distanza moralmente e psicologicamente le donne in difficoltà e collabora per far incontrare la domanda con offerta di lavoro.

Il blog Assomoldave è stato aperto per promuovere l’informazione utile e necessaria per la comunicazione sociale tra le/i moldave/i e per promuovere la cultura e le tradizioni del paese d’origine, facendole conoscere in Italia. Per questo Assomoldave collabora con diverse organizzazioni di volontariato per promuovere la solidarietà fra persone originarie della Moldova e a favore dei bambini di Moldova.

L’associazione offre assistenza sociale, assistenza legale, corsi di lingua italiana gratuiti.

L’associazione collabora con il canale TVMI, PRO TV, JURNAL TV (a titolo gratuito) per diffondere le proprie attività, far conoscere le/i moldave/i che raggiungono il successo in Italia e mantenere vivi i rapporti con il paese d’origine.

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Babelmed

babelmed.net è la prima rivista on line delle culture mediterranee pubblicata in francese inglese, italiano e arabo.Rifiuto dell’Altro, crisi identitaria, rappresentazioni distorte… È per contrastare questi fenomeni che affliggono le relazioni tra le due rive del Mediterraneo, soprattutto a partire dall’11 Settembre 2001, che abbiamo dato vita a babelmed. Le quattro versioni linguistiche di babelmed seguono una comune linea editoriale, ma ogni spazio mantiene una propria specificità.

I contenuti di babelmed.net sono realizzati da una rete di corrispondenti scelti per la loro indipendenza e perfetta conoscenza della realtà socio-culturale e politica del loro paese. Un’equipe di traduttori professionisti consente di condividere i contenuti nelle diverse versioni linguistiche del sito, allargando la comunità dei lettori internauti e gli orizzonti culturali della rivista. Il lavoro in rete garantisce dinamicità e ricchezza al sito. Unico media multilingue condiviso dalle due rive, babelmed.net mette in rete giornalisti, blogger, artisti, attori culturali, produttori di eventi del Mediterraneo, dando visibilità alle diverse realtà culturali presenti nella regione.

Il magazine online babelmed è edito dall’omonima associazione culturale senza scopo di lucro nata a Roma nel 2001 per dare voce alla diversità culturale del Mediterraneo e ai grandi dibattiti che lo attraversano.

www.babelmed.net

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Casa internazionale delle donne

La Casa Internazionale delle Donne di Roma è situata nell’ex complesso denominato “Buon Pastore” – fin dal ‘600 reclusorio femminile – destinato nel 1983 “a finalità sociali, con particolare riguardo alla cittadinanza femminile (Casa della donna, sede dei movimenti femministi)” in base alla delibera n. 6325 del Comune di Roma, e assegnato, in parte, al Centro Femminista Separatista (CFS), costituito da dieci Associazioni e gruppi del Movimento femminista che, in cambio, lasciarono la Casa della donna di Via del Governo Vecchio.

L’occupazione nel 1987 dell’ala seicentesca – assegnata dal Comune con delibera d’urgenza all’Ente S. Croce alla Lungara – da parte di gruppi e associazioni di donne, poi federate nell’Associazione federativa femminista internazionale (Affi), rivendica la prevista destinazione, dando inizio alla lunga trattativa con il Comune per il restauro e la consegna dell’edificio all’associazionismo femminile.

Il Progetto Casa internazionale delle donne, sostenuto dal Coordinamento donne elette del Comune di Roma e elencato tra le opere di Roma Capitale, viene approvato nel 1992. L’iter per la sua realizzazione porta alla Costituzione del Consorzio Casa Internazionale delle donne (oggi Associazione di Promozione Sociale) che sottoscrive con il Comune la convenzione, prevista dalla delibera di assegnazione, per gestire il complesso dell’ex Buon Pastore.

La Casa Internazionale delle Donne è autofinanziata e non ha fini di lucro. L’Impegno comune è di farla crescere nell’attenzione e nell’interesse della collettività: una struttura aperta che guarda al territorio e, nella sua stessa titolazione, al mondo; un laboratorio dove si coniugano politica, impresa culturale e servizi, peraltro non concepiti disgiunti; un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza e incontro, promozione dei diritti, della cultura, delle politiche, dei saperi e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.

www.casainternazionaledelledonne.org 

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Per

Per è un’associazione culturale creata nel 2013 da un team multidisciplinare di giornalisti, documentaristi, fotografi e artisti, animatori sociali, per promuovere la circolazione delle narrazioni documentarie – o narrazioni del reale – con lo scopo di fornire un ritratto più autentico del paese che possa contrastare la pervasiva rappresentazione stereotipata dei media mainstream, e stimolare processi di dibattito e rinnovamento sociale. Per intende le narrazioni del reale come una componente fondamentale della produzione della conoscenza, come pure dell’attivazione di processi di consapevolezza e cambiamento sociale, alla luce dell’evoluzione del web.

Per promuove la circolazione delle narrazioni del reale nello spazio della rete attraverso l’adozione di licenze Creative Commons, che ne facilitino la più ampia diffusione, consentendo al pubblico di accedere a questo patrimonio culturale finora noto soprattutto a un pubblico ristretto, e favorendone l’utilizzo da parte di istituti di ricerca, università, scuole, organizzazioni della società civile, e altri soggetti sociali e culturali.

Per è interessata sia all’attivazione e riproposizione di materiali d’archivio, anche attraverso la collaborazione con istituzioni audiovisive di conservazione esistenti, che alla costruzione di innovative strategie partecipative a supporto della produzione e distribuzione di nuove produzioni documentarie, nei formati dell’audio e film documentario, reportage fotografico, web documentario, reportage narrativi, graphic novel di realtà e teatro civile e partecipato.

Fotografia di Francesco Chiorazzi

Strane Straniere

Strane Straniere nasce per guardare all’inaspettato: donne immigrate che hanno creato un’impresa in Italia. Una ricerca antropologica che diventa rete, strumento di conoscenza e di comunicazione. Partenze, arrivi, speranze, attese, relazioni, idee, progetti, imprese. La spinta generatrice del femminile si rivela in tutta la sua potenza creatrice tra ricambi, telai, opere d’arte, fili, tessuti, spezie, antiche formule ayurvediche, riviste, macchine tipografiche e cibo…

Aldilà delle diversità culturali, generazionali e di esperienze personali delle protagoniste, queste storie evidenziano la capacità di elaborare il trauma di un vissuto doloroso, di tessere relazioni dentro e fuori la propria comunità, e di sviluppare una progettualità per il futuro.

Ideato dall’antropologa Maria Antonietta Mariani e dalla scrittrice Sarah Zuhra Lukanic con il contributo del fotografo Francesco Chiorazzi, Strane Straniere vuole infrangere alcuni stereotipi in tema di migrazione. Aida, Elsa, Sonia, Ljuba, Margarita e le altre hanno incontrato la cittadinanza e condiviso le proprie esperienze nel corso di tre laboratori-performance e di un evento all’Acquario Romano “Open Worksite not only for staff”, realizzati con il contributo del Dipartimento IX, “Sviluppo Sociale e Politiche per l’Integrazione” della Provincia di Roma.

Promotrice del progetto, la galleria d’arte Atelier, importante crocevia di artisti internazionali, nata nel 2001 dall’incontro di due donne migranti, Anna Laznibat e Ljuba Jovicevic. Il cantiere di Strane Straniere resta aperto per la realizzazione di un docufilm – soggetto di Maria Antonietta Mariani e regia di Elisa Amoruso – che ha ricevuto un contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’interesse di Cinecittà Luce per la distribuzione.