I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

AAMOD – Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico

AAMOD, l'Ape Rossa

L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico detiene un patrimonio di memoria filmica, audiovisiva, che data dagli inizi del Novecento – immagini di donne contadine con bambini, girate nella nostra regione in pieno fascismo da operatori sovietici in Italia – sino ai giorni nostri. Racconti di cinema soprattutto documentario, ancora in gran parte inediti, realizzati da autori e autrici molto noti del cinema italiano e non solo: Zavattini, Di Gianni, Lizzani, Scola, Taviani, Maselli, Vicari, Segre, Mangini, Tcherkoff, Polizzi, Giannarelli, Marazzi, Savorelli, Miscuglio, tra i più importanti.

Un cinema in parte d’avanguardia, che aveva come modelli, tra gli altri, le avanguardie russe del Novecento. Materiali d’archivio vivi, insuperati ancora nei linguaggi filmici sperimentati, tra cui quelli realizzati dalle pochissime donne del cinema documentario italiano del Nocvecento, ma fondamentali per costruire attraverso il loro sguardo una storia delle narrazioni cinematografiche femminili dal secondo dopoguerra in poi in Italia – Cecilia Mangini, l’italo-argentina Rosalia Polizzi, Annabella Miscuglio, Alina Marazzi, Silvia Savorelli, Costanza Quatriglio.
La Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nata alla fine degli anni Settanta, svolge la sua attività nel campo degli audiovisivi (cinema, tv, multimedialità), per favorire la costruzione di una memoria collettiva dei movimenti sociali e dei loro protagonisti. Primo presidente della Fondazione è stato Cesare Zavattini che ha ricoperto il ruolo fino alla sua morte nel 1989.

La Fondazione è da sempre impegnata nella ricerca, raccolta, conservazione di documenti audiovisivi storici, di repertorio, di attualità, di ricostruzione narrativa, e nella promozione della loro conoscenza, studio, analisi ed elaborazione. Organizza ricerche e studi, convegni, seminari, rassegne e mostre su temi riguardanti la storia e la società, e cura pubblicazioni specializzate.

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