I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini.

Strane Straniere

Fotografia di Francesco Chiorazzi

Strane Straniere nasce per guardare all’inaspettato: donne immigrate che hanno creato un’impresa in Italia. Una ricerca antropologica che diventa rete, strumento di conoscenza e di comunicazione. Partenze, arrivi, speranze, attese, relazioni, idee, progetti, imprese. La spinta generatrice del femminile si rivela in tutta la sua potenza creatrice tra ricambi, telai, opere d’arte, fili, tessuti, spezie, antiche formule ayurvediche, riviste, macchine tipografiche e cibo…

Aldilà delle diversità culturali, generazionali e di esperienze personali delle protagoniste, queste storie evidenziano la capacità di elaborare il trauma di un vissuto doloroso, di tessere relazioni dentro e fuori la propria comunità, e di sviluppare una progettualità per il futuro.

Ideato dall’antropologa Maria Antonietta Mariani e dalla scrittrice Sarah Zuhra Lukanic con il contributo del fotografo Francesco Chiorazzi, Strane Straniere vuole infrangere alcuni stereotipi in tema di migrazione. Aida, Elsa, Sonia, Ljuba, Margarita e le altre hanno incontrato la cittadinanza e condiviso le proprie esperienze nel corso di tre laboratori-performance e di un evento all’Acquario Romano “Open Worksite not only for staff”, realizzati con il contributo del Dipartimento IX, “Sviluppo Sociale e Politiche per l’Integrazione” della Provincia di Roma.

Promotrice del progetto, la galleria d’arte Atelier, importante crocevia di artisti internazionali, nata nel 2001 dall’incontro di due donne migranti, Anna Laznibat e Ljuba Jovicevic. Il cantiere di Strane Straniere resta aperto per la realizzazione di un docufilm – soggetto di Maria Antonietta Mariani e regia di Elisa Amoruso – che ha ricevuto un contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’interesse di Cinecittà Luce per la distribuzione.